“All’uomo irrazionale interessa solamente avere ragione. All’uomo razionale interessa imparare”. Così scriveva il filosofo Karl Popper. Una citazione che calza a pennello per l’ultima uscita del candidato sindaco Marco Cosimetti, a coprire la gaffe marchiana sulla logistica dell’evento “Sacro Subasio”, organizzato da lui e dalla sua coalizione. Ricordiamo che il programma della manifestazione (per la quale tuttora ci si chiede se siano stati richiesti i necessari permessi) prevedeva un rientro a valle con mezzi propri partendo dagli Stazzi alle 22.30, quando il Regolamento del Parco Regionale del Subasio vieta (già dalla prima stesura del 2004, quindi anche nell’ultima versione) il transito sulla strada che porta alla cima dopo le 21.
Quando qualcuno ha fatto notare il mancato rispetto delle norme, la coalizione di centrodestra (al cui interno militano ex amministratori che avrebbero dovuto conoscerle: o non è così, oppure nella squadra a sostegno di Cosimetti ci si parla poco!) ha dato la sua risposta a mezzo stampa, comunicando le modifiche all’evento, confermandone lo svolgimento.
Peccato che, anziché affermare l’errore con buonsenso e umiltà, abbia preferito attaccarsi al “mutato contesto normativo dovuto all’ordinanza urgente del sindaco di ieri”, ordinanza che – ricordiamo – è stata emanata nello stesso giorno in molti comuni limitrofi (anche amministrati dal centrodestra) su esigenze manifestate dalla Prefettura di Perugia e dalla Protezione Civile e che non aggiunge certo nulla di nuovo al Regolamento del Parco Regionale del Subasio.
Singolare poi che un candidato sindaco trovi strana l’emanazione di un’ordinanza “a uffici comunali chiusi”: evidentemente dimostra scarsa conoscenza delle decine di ordinanze uscite in contesti simili ma, ancora di più, sembra non avere proprio idea dell’impegno che lo attenderebbe qualora dovesse essere sindaco.
Ebbene, tornando a Popper, ci si augura che in futuro all’uomo, candidato ad essere sindaco di una città complessa come Assisi, interessi maggiormente imparare: in questa occasione, lui e la sua coalizione dovrebbero aver imparato che c’è un regolamento per il Parco del Subasio, che esistono dei divieti di transito sul monte che pretendono di difendere e rilanciare e che l’impegno di un sindaco va anche al di là dei normali orari lavorativi di chiunque, soprattutto se si tratta di salvaguardare la pubblica sicurezza. Il condizionale è d’obbligo: sembra che anche di fronte a documenti regolatori incontrovertibili, a Cosimetti e ai suoi interessi comunque sempre avere ragione. O almeno provarci.